Cosa significa pratica di yoga avanzata

pratica yoga avanzata

Cosa significa pratica di Yoga avanzata? Qual è la definizione e il suo significato? Sicuramente ci saremo imbattutti in questo termine e ci saremo chiesti a che livello considerare la nostra pratica di Asana sul tappetino. Classi per principianti, intermedi, multilivello e avanzate sono, infatti, i termini più utilizzati. Utilizzando questa definizione ci basiamo però su un modello che mette l’accento sulle posizioni, più che sull’intero sistema su cui si basa lo yoga.

Le etichette ci aiutano a sistematizzare il mondo che ci circonda, a vedere se una cosa fa per noi, e quindi, anche in questo caso sono utili per capire a cosa ci stiamo approcciando. Se leggiamo “pratica avanzata” molto probabilmente ci mettiamo nell’ottica di una lezione che ci vedrà particolarmente impegnati. Quello che dobbiamo chiarire è però che non necessariamente l’impegno sarà solo sul piano fisico, ma anche su quello mentale.

Il maestro Patanjali negli Yoga Sutra1 ci dice: sthira-sukham-āsanam, tradotto nella maggior parte dei casi come, le pose devono essere stabili e confortevoli. Ma questa forza e stabilità dev’essere mantenuta non solo col corpo, ma anche con la mente.

Quante volte ci è capitato in pascimottanasana di controllare l’aspetto estetico dei nostri piedi? Mantenerci concentrati durante tutte le fasi della pratica, entrata nella posa, mantenimento e uscita dall’asana significa essere praticanti avanzati, la definizione di yoga, è bene tenerlo sempre a mente è la cessazione delle fluttuazioni della mente: yoga chitta vritti nirodha.

Una ricerca dell’Università di Harvard ha dimostrato che noi passiamo il 47% del nostro tempo immersi nei nostri pensieri. Non siamo quindi focalizzati sul qui ed ora, ma ci lasciamo trasportare dalla nostalgia verso il passato e dall’ansia verso il futuro. Questo è essere in preda delle fluttuazioni dei nostri pensieri, della mente-scimmia (la crazy monkey mind, che salta da un pensiero all’altro, come viene definita dai buddisti).
Ciò significa che metà della nostra vita è focalizzata sul passato o sul futuro, non sul qui ed ora. Questo, a volte, ci accade anche mentre pratichiamo Yoga.

Ma il vero scopo viviamo nella mente, non fare la posa perfetta, ma controllare la mente. Avere una pratica avanzata, quindi, significa anche essere totalmente presenti e connessi, non solo riuscire a fare la verticale sulle mani!
Per il maestro Iyengar le pose dovrebbero essere il fil rouge che lega l’aspetto più esterno e il nostro mondo interiore: sappiamo quanto le forme che assumiamo sul tappetino abbiano anche un aspetto energetico!

Il nostro corpo ha una struttura anatomica che ci differenzia. Pensiamo alla conformazione delle ossa del bacino di una donna e a quelle di un uomo, sono molto diverse! Ma anche alle peculiarità che ci contraddistinguono: possiamo avere le braccia più o meno lunghe, ad esempio.

In base a queste caratteristiche personali e uniche, quindi, alcune pose saranno più o meno semplici. Ma non riuscire ad eseguire un asana non significa essere principianti.
Dobbiamo sempre far conto con il nostro fisico e con la nostra storia (infortuni, le attività svolte in passato…).

Quindi… Come scegliere la pratica più giusta per noi?
Seguendo i consigli del nostro insegnante (nei corsi che trovi qui, ci sono sempre le indicazioni più accurate) e… sperimentando!
Lo yoga ci insegna infatti a conoscerci, a studiarci, a capire cosa è più adatto a noi.
Per alcuni la pratica avanzata sarà la scoperta di asana che richiedono forza ed equilibrio, perché dobbiamo imparare ad andare oltre la nostra confort zone. Per altri pratica avanzata sarà riuscire a rilassarsi durante uno yoga nidra.

Concludendo, cosa significa pratica di yoga avanzata? Se cerchiamo di uscire dall’universo in cui tutto ruota attorno agli asana e guardiamo lo yoga per ciò che davvero è… la scoperta e lo studio di noi stessi.

1Sutra II.46