Gli otto passi dello yoga – gli Yama

La pratica dello yoga è un arte è la scienza dedicata alla creazione di unione tra corpo, mente e spirito. Il suo obiettivo è quello di assistere il praticante usando il respiro e il corpo per promuovere la consapevolezza di noi stessi come esseri individualizzati intimamente connessi al tutto unificato della creazione. In breve si tratta di creare l’equilibrio e la serenità per vivere in pace, buona salute ed armonia con il tutto. Questa arte di vivere è stata perfezionata e praticata in India migliaia di anni fa, e le fondamenta della filosofia dello yoga sono state espresse negli Yoga Sutra di Patanjali, circa 200 dC. Questo testo sacro descrive il funzionamento interno della mente e fornisce un modello degli otto passi dello yoga per controllare la sua irrequietezza, in modo da godere di una pace duratura.

Il nucleo dello Yoga Sutra di Patanjali è un percorso di otto parti che costituisce il quadro completo per la pratica dello yoga.Praticando gli otto passi si vede subito che nessuno è superiore agli altri, ma tutti devono essere praticati in egual misura. Ognuno è un gradino di una scala che alla fine porta completezza per l’individuo.

In breve le otto arti o passi per lo yoga, sono le seguenti:

Yama: la morale universale
Niyama: osservanze personali
Asana: posture del corpo
Pranayama: esercizi di respirazione, e il controllo del prana
Pratyahara: Controllo dei sensi
Dharana: Concentrazione e coltivare la consapevolezza percettiva interna
Dhyana: Meditazione
Samadhi: Unione con il Divino

Le prime due parti che Patanjali descrive sono i precetti etici fondamentali chiamati yama e i niyama. Normalmente vengono tradotti semplicficando con moralità universale e osservanze personali. Yama e Niyama descrivono il modo con cuoi relazionarsi con le persone intorno a noi e il modo di relazionarsi con noi stessi. L’atteggiamento che abbiamo verso le cose e le persone al di fuori di noi è yama, come ci relazioniamo con noi stessi interiormente è niyama. Entrambi evidenziano il modo in cui utilizziamo la nostra energia in relazione con gli altri e verso noi stessi.

Oggi cerchiamo di analizzare gli Yama, questi sono suddivisi in cinque “Aspetti della saggezza”. Non vederlo come un elenco di cose “da fare e non fare” , piuttosto devi considerare la natura fondamentale che mettono in evidenza che è la compassione , la generosità, l’onestà e la pace “.

Sono molto interessanti quando le ho lette la prima volta mi hanno ricordato un po le Tre leggi delle robotica di Isaac Asimov!

Ogni volta che rileggo gli Yama cerco di rivedere i miei comportamenti nello yama stesso, cosi da vedere anche a che punto si trova la mia pratica, magari ti può essere molto utile fare questo esercizio:

Assumi una posizine comoda, chiudi un attimo gli occhi fai tre respiri profondi e poi riaprili , ora leggi questo elenco pensando “io sono come ” e leggi lo yama corrispondente, poi quando hai letto attentamente procedi con il successivo “io sono” e vai avanti per tutti. Cerca di riconoscere ogni Yama nei tuoi comportamenti verso gli altri.

I. Yama (morale universale)

1. Ahimsa – La compassione per tutti gli esseri viventi
La parola ahimsa letteralmente significa non ferire o mostrare la crudeltà a qualsiasi creatura o qualsiasi persona in qualsiasi modo. Ahimsa è, però, molto di più che la mancanza di violenza inserita nello yoga. Significa gentilezza, amicizia, e la considerazione verso le altre persone e gli esseri viventi e le cose. Ha anche a che fare con i nostri doveri e le responsabilità. Ahimsa ci sprona ad essere attenti in ogni situazione ed ad agire senza fare del male.

2. Satya – Impegnarsi per la Verità
Satya significa “dire la verità”, ma non è sempre buono dire la verità in tutte le occasioni, dato che potrebbe danneggiare qualcuno inutilmente. Dobbiamo stare attenti a quello che diciamo, come lo diciamo, e in che modo potrebbe influenzare gli altri. Se dire la verità ha conseguenze negative per un altro, allora è meglio non dire niente. Satya non deve mai entrare in conflitto i comportamenti suggeriti da ahimsa. Questo precetto si basa sulla comprensione che la comunicazione onesta e le azioni costituiscono il fondamento di ogni rapporto sano, sia a livello di comunità che di governo, e che l’inganno intenzionale, e le esagerazioni,possono danneggiare gli altri.

3. Asteya – non rubare
Steya significa “rubare”; asteya è l’opposto, non prendere nulla che non ci appartiene. Questo significa anche che se ci troviamo in una situazione in cui qualcuno affida qualcosa a noi o si confida con noi, noi non dovremmo approfittare di lui o di lei. Il “non rubare” non include solo il prendere ciò che appartiene a un altro senza permesso, ma anche il non usare qualcosa al di fuori dello scopo previsto, oppure oltre il tempo consentito da chi ce lo ha concesso . La pratica di asteya implica non prendere qualche cosa che non è stata consentita liberamente o esplicitamente . Ciò può includere ad esempio lo sfruttare il tempo o l’impegno di un altra persona senza che questi ce lo abbia consentito liberamente. Se fai attenzione a questo ragionamento ti accorgerai che è effettivamente rubare del tempo o del lavoro ad un altro.

4. Brahmacharya – Controllo dei Sensi
Brahmacharyaviene considerato spesso come “astinenza” , in particolare in relazione alle attività sessuali. Brahmacharya suggerisce che dovremmo stringere relazioni che favoriscono la comprensione delle più alte verità. Brahmacharya non implica necessariamente il celibato. Piuttosto, significa che dovremmo tenere un comportamento responsabile nei confronti del nostro obiettivo di arrivare alla verità. Praticare brahmacharya significa usare la nostra energia sessuale per rigenerare la nostra connessione con il nostro sé spirituale. Significa anche che non dovremmo usare questa energia per danneggiare gli altri in alcun modo. In pratica ci dice di usarla con la persona che amiamo, detto cosi sembra più semplice.

5. Aparigraha – Neutralizzare il desiderio di acquisire e accumulare ricchezza
Aparigraha significa prendere solo ciò che è necessario, e di non approfittare di una situazione e di non farci prendere dall’avidità. Dobbiamo solo prendere ciò che abbiamo guadagnato, se prendiamo di più, stiamo sfruttando qualcun altro. Lo yogi ritiene che la raccolta o accaparramento di cose implica una mancanza di fede in Dio e in te stesso nel provvedere al tuo futuro. Aparigraha implica anche lasciar andare i nostri attaccamenti alle cose e stimola la comprensione dell’impermanenza e il cambiamento che in realtà sono le uniche costanti della vita.

Gli Yoga Sutra descrivono cosa succede quando queste cinque comportamenti che abbiamo appena visto diventano parte della vita quotidiana di una persona. Così, i yama sono le virtù morali che, se applicate, purificano la natura umana e contribuiscono alla salute e alla felicità della società.

 

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