Nella società in cui viviamo spesso sentiamo parlare di potere personale come forza fisica, o potere nelle relazioni umane dove c’è una parte che vince e un altra che perde.
In questa traccia ci siamo impegnati a “suonare” un potere antico, cosmico, ancestrale che non ha delle parti, che non ha bisogno di conquistare nessuno, ma esiste e pulsa autonomamente. Un potere forte e delicato allo stesso tempo. Puoi chiudere gli occhi e lasciare ondeggiare il tuo corpo al ritmo di questo potere.
Maṇipūra: da maṇi-gioiello e pūra-esondazione o alta marea, esso è la sorgente delle emozioni che sgorgano come acqua dirompente dal suo centro e dai suoi petali, emozioni che negli evoluti sono paragonabili a dei veri e propri gioielli. È governato dall’elemento fuoco (Agni), dalle emozioni (Bhāva, rappresentate nei contesti tantrici dalla sequenza o ruota delle Dee, Śrī Śakti Cakra), dalla sillaba Raṁ, le ghiandole-organi correlati sono il pancreas, la milza ed il fegato; 126,22 Hertz è la frequenza bioenergetica di riferimento, scambia con le surrenali. Il terzo brano è quello del “potere emotivo individuale”, evoca suoni ancestrali legati agli albori della musica: sonagli, campane tibetane, campanelli, etc. Mentre nei primi due brani sono stati usati più strumenti, in questo lo strumento principe è il basso, a sei corde di Paolo, che suona appunto nella pancia e muove le dinamiche della mente profonda. Sul suono del basso e dell’arpa (santur) si erge una cantilena lenta che ricorda le nenie del canto gregoriano. La coscienza viene così aiutata a trascendere una vecchia visione della spiritualità (simulata dalla cantilena). Sarebbe consigliabile ascoltarlo al tramonto, va bene anche in una giornata piovosa, rivolti verso Ovest.