Settimo chakra

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Descrizione lezione

Questa traccia (come dicevo prima) ha molte “trappole” per la mente compulsiva. In questo modo siamo sicuro di completare il nostro viaggio interiore. Questo brano ha diversi “tappeti musicali” morbidissimi che si alternano delicatamente. Ho aggiunto il suono del flauto traverso di bambù bansuri, tenendo a mente la frase: “in una nota trovi l’Universo”.

Il mio augurio personale è che attraverso questo percorso tu possa trovare L’universo in Te, e ricordarti che tu stesso sei già l’Universo che hai sempre cercato.

Sahasrāra: letteralmente “mille luci”, implica l’apertura del Loto dai Mille Petali, sino a raggiungere il luogo ove si estingue il soffio, la fontana sopra il capo (Dvādaśānta). È sede della pace e dell’equilibrio di tutte le forze in Natura, le ghiandole-organi implicate sono: le tre ghiandole cerebrali in concerto (pineale, pituitaria e amigdala), l’ipotalamo ed il claustrum (probabile sede dell’anima); 172,46 Hertz è la frequenza bioenergetica di riferimento, scambia con il cuore. Il settimo brano è impostato all’inizio come un risveglio all’alba in un monastero dell’Himālaya, alla durezza del risveglio segue poi l’armonia delle linee melodiche, che possono essere viste come un piacevole thè caldo che riscalda le membra dal freddo della notte fonda. In seguito, arriva Nicola con il flauto che viene a rappresentare, in tale contesto, la calma meditativa al caldo delle coperte della sala di meditazione del monastero. Il flauto entra piano e poi si evolve in un tappeto musicale molto morbido (lo svolgersi della meditazione). Nicola ha utilizzato anche il diapason da massaggio sonoro, sia all’inizio che alla fine del brano, per facilitare l’accordatura dell’orecchio sulle vibrazioni della corona. Va ascoltato seduti a gambe incrociate verso Est, osservando sorgere l’alba della Coscienza Superiore.

Questa lezione fa parte del corso La Musica dei Chakra.

L'insegnante

Nicola Artico, musicista professionista, studia da circa 30 anni gli effetti sonori, degli strumenti, delle note, delle frequenze, degli accordi e dei Rāga indiani, sugli organi e sulla mente dell’essere umano (massaggio sonoro). Nicola Artico inizia a interessarsi fin da giovane al mondo orientale e, sotto la guida di un maestro spirituale, per venticinque anni pratica la meditazione e studia l’effetto curativo dei suoni sul corpo umano secondo le antiche scritture indiane. Da queste ricerche nasce il suo Massaggio Sonoro, un metodo innovativo da lui creato in cui, attraverso i suoni e le vibrazioni degli strumenti, Nicola aiuta le persone a trovare un proprio percorso personale per vivere in piena consapevolezza il momento presente. Suona diversi strumenti, tra cui il flauto traverso di bambù, numerose percussioni indiane e la chitarra, accompagnando spesso i pezzi con la sua voce. Ha partecipato all’incisione di dieci cd come percussionista e composto e registrato tre cd di musica curativa come solista.