Yoga: quando ripetere la stessa classe

fare la stessa classe di yoga

Nel nostro cammino nello yoga sappiamo quando (e se) ripetere la stessa classe?

Viviamo in una società dove siamo abituati a risultati e riscontri immediati. Ma per lo yoga non è così.
Nella pratica di asana (così come nella meditazione) ci vuole costanza, fiducia e un po’ di programmazione.

Se stiamo seguendo un corso, come quelli che trovi sul sito, avrai tutte le indicazioni su come affrontare la pratica: quanti giorni la settimana, eventuali ripetizioni delle classi o pause.

Se invece hai una pratica personale o preferisci seguire lezioni singole, ti potrebbe essere d’aiuto sviluppare un piccolo vademecum su come organizzare la tua pratica.

Fare una classe di yoga non significa solo arrivare alla posa apice, ma comprendere il significato della pratica a livello profondo, così come sperimentare gli effetti degli asana in momenti diversi e giorni diversi.

La stessa pratica, svolta al mattino o alla sera avrà un riscontro differente sul nostro corpo e sulla nostra mente.

Ripetere la stessa classe può essere utilissimo per approfondire gli asana, ma anche per studiare noi stessi: praticare Svadhyaya, il penultimo dei Niyama di cui tratta il maestro Patanjali negli Yoga Sutra:

“Studia con curiosità te stesso e il mondo, accogli ogni persona ed esperienza nella tua vita come il tuo Maestro, ricerca la verità”.

Questa curiosità e ricerca può essere applicata anche all’aspetto più fisico della nostra pratica di yoga.

Se stai lavorando su qualcosa di specifico, sviluppare la forza per eseguire un asana, oppure migliorare la felssibilità, potrà esserti molto utile ripetere la stessa classe. Puoi alternarla durante la settimana in modo da ripeterla 2/3 volte e dedicarti ad altre pratiche (per equilibrare il lavoro psico-fisico) negli altri giorni.

Per poter evolvere nella pratica, e questo significa sia riuscire meglio a comprendere gli asana, migliorare la flessibilità e la forza, sentire la posa stabile e confortevole, ma anche capire meglio il nostro corpo e la nostra mente è necessario essere costanti.
Bastano 30 minuti al giorno, non serve praticare per ore, ma dovremmo cercare di srotolare il nostro tappetino quotidianamente, approcciando pratiche diverse, vinyasa, yin, restorative, senza tralasciare la meditazione.

Per essere costanti possono esserci d’aiuto i corsi “30/30”, quello “Mattina e sera“, ma anche tenere un “Diario della pratica“.

Lo yoga è un cammino, un percorso che possiamo scegliere di intraprendere in qualsiasi momento. Decidiamo noi la velocità con cui ci muoviamo, le pause, i momenti in cui goderci il paesaggio e quelli in cui accelerare il passo.

“Non appena inizi a percorrere la via, la via appare”.
Rumi