Garudasana la posizione dell’aquila

garudasana

Garudasana, conosciuta anche come la posizione dell’aquila è un Asana di equilibrio sulle gambe che richiede molta concentrazione e che regala ad ogni esecuzione una sensazione diversa.
Questo Asana, come molte delle posizioni di equilibrio in piedi, infatti, è ad ogni pratica differente: a volte siamo più stabili, altre volte ci sentiamo meno sicuri, alcune volte il piede si aggancia perfettamente al polpaccio, altre dobbiamo faticare per trovare la nostra forza.

Queste posizioni ci aiutano a centrarci, a ritrovare la concentrazione e sono di profondo radicamento per le nostre gambe. Per stabilizzare la posa, infatti, dobbiamo sia far affidamento sul nostro Dhristi (lo sguardo concentrato, focalizzato in un determinato punto), ma anche sull’attivazione dei piedi e, di conseguenza, delle nostre gambe.

Un consiglio per attivare le gambe

In tadasana (la montagna), i piedi larghi quanto i fianchi, chiudi gli occhi e porta la tua consapevolezza proprio sotto la pianta dei piedi. Soffermati sotto la base dell’alluce, sotto il mignolo e, infine, sotto il centro del tallone. E poi unisci questi 3 punti in modo da formare un triangolo.

Riapri gli occhi e, ora, prova a sollevare tutte le dita dei piedi, staccandole dal tappetino e riappoggiale a terra dal mignolo all’alluce e poi invertendo, dal quinto al primo dito, cercando di mantenere uno spazio tra dito e dito (dobbiamo poter vedere il colore del tappetino tra le dita).

Garudasana la posizione dell’aquila… dalle ali chiuse

Ma come mai una posizione che richiama un uccello dal portamento regale, dal volo maestoso e dalle ali così grandi è rappresentato invece appollaiato, con le ali chiuse (le braccia di Garudasana sono intrecciate).

I Deva, le divinità maschili benevole, insegnarono a Garuda a rimpicciolirsi, ed è proprio questa facoltà che viene narrata nella posizione yoga.
L’aquila così immensa, potente e magnifica riesce a ridurre il suo potere e la propria dimensione, così come accade agli uomini: lo spirito divino, infinito, grandioso e immortale si incarna in un corpo fisico, che per natura è finito e mortale.

Garudasana è, quindi, la metafora perfetta anche per l’Ego, e insegna a far emergere l’umiltà.

Il mito dietro la posa

Garuda, la grande aquila è conosciuta anche per essere il mezzo di trasporto di Vishnu, nonché suo fedele servitore.
Narra il mito che Garuda, re e protettore di tutti i volatili, un giorno si trovò a dover liberare la propria madre, Vinata, che era stata catturata e tenuta nascosta dai Naga: semidei dall’aspetto di uomini-serpente.

Non trovando altre soluzioni per porre fine alla prigionia della madre, Garuda decise di rubare l’amrita, il nettare degli dei in grado di donare l’immortalità, per scambiarlo con la madre.

Gli dei si ribellano al furto dell’amrita, tranne Visnu, che gli concesse il nettare a patto della restituzione, dopo la liberazione di Vinata.

Questa non è l’unica leggenda su Garuda, se vuoi approfondire puoi leggere: “I significati mitologici delle posizioni yoga” di S. Romani e M. Gandossi.

Se vuoi migliorare le tue posture in piedi e il tuo equilibrio, ti consigliamo di seguire questa pratica: