Anjali mudra, il gesto simbolo dello Yoga delle mani

anjali mudra

Conosciuto anche come Atmanjali mudra, mani unite di fronte allo spazio del cuore, è forse il gesto più conosciuto nello Yoga, spesso accompagnato dal Namastè o Namaskar: “le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine dentro di te”.

I mudra sono delle forme che diamo alle nostre mani, dei punti di potere nelle dita, dei sigilli dall’origine antichissima, impiegati in realtà in tutto il mondo, non solamente in India. Pensiamo alla nostra quotidianità, all’incrociare le dita, al battere le mani, allo stringerle per presentarci e in segno di saluto. Anche questi sono gesti potenti.

Come praticare Anjali mudra?

Uniamo le mani di fronte a Anahata Chakra, le dita che si toccano, lasciando però un piccolo spazio tra i palmi. La pressione delle dita dev’essere sempre leggera e regalarci una sensazione piacevole, le mani non devono essere tese o rigide, ma sciolte. Questo perché tra palmo e palmo vogliamo far scorrere energia.

La qualità energetica del mudra della preghiera

Anjali porta connessione e comunione tra il lato destro, che corrisponde alla nostra energia maschile, solare Pingala, legato a Shiva, e il lato sinistro del corpo, collegato invece all’energia lunare, femminile, Ida, Shakti. Sedendoci in un luogo tranquillo, magari nel nostro spazio dedicato alla meditazione e portando le mani a formare questo gesto possiamo magri percepire se una mano è predominante, più forte, più calda, dell’altra. Questo corrisponde all’energia prevalente in quel momento.

I benefici di Anjali mudra

Il gesto che porta ad unire le mani davanti al petto:

  • favorisce il raccoglimento
  • crea una sensazione di armonia, quiete, pace, rilassamento
  • attiva la coordinazione fra i due emisferi cerebrali
  • calma la mente rende più chiari i pensieri
  • aumenta la gratitudine e il rispetto per noi stessi e per gli altri
  • collega la nostra parte più spirituale ai nostri desideri profondi

Secondo Gertrud Hirschi possiamo meditare mantenendo Anjali mudra e ripetendo l’affermazione: “Io ricevo il bene che mi attende e sono pieno di riconoscenza”.

Quando e quanto praticarlo?

Come tutti i mudra, il consiglio è di praticarli abbinati alla nostra pratica di Asana o alla meditazione, ma possiamo ricorrere a queste tecniche in qualsiasi momento della giornata, quando abbiamo bisogno di riconnetterci o di ricevere i benefici di questo gesto specifico. Possiamo rimanere qualche respiro, e aumentare gradualmente la durata, per 5 minuti, fino ad arrivare a praticarlo per tempi anche molto più lunghi.

Come respirare nel mudra

Possiamo associare tecniche semplicissime di Pranayama per essere ancora più connessi e rendere la pratica più profonda e completa. Possiamo inspirare ed esercitare un po’ più di pressione tra le dita e poi espirando ammorbidire la presa.

Curiosità sui significati delle dita delle mani

Il pollice corrisponde all’elemento fuoco, al meridiano del polmone e l’indice è collegato al chakra del cuore e al meridiano dell’intestino crasso e dello stomaco e all’elemento aria. Il medio, che generalmente è il dito più lungo, è quello celeste, collegato al chakra della gola. L’anulare è legato al chakra della radice e al bacino. Sulla punta di questo dito inizia il meridiano che governa la termoregolazione del nostro organismo. Infine il mignolo, legato alla sessualità, ai rapporti di coppia e alla capacità di comunicare.